L’AD della Virtus Luca Baraldi è intervenuto alla trasmissione TMW Radio su tuttomercatoweb.

State studiando un progetto per creare un collegamento tra questa stagione e la prossima? “Tutto nasce dall’esigenza ineccepibile di rispettare le norme sanitarie. In virtù delle quali credo che non ci saranno le condizioni, a breve, di tornare all’attività agonistica, quindi dovremo capire cosa fare nel futuro. L’idea che abbiamo prodotto vuole anche tutelare gli investimenti fatti dalle società. Noi della Virtus Bologna ne abbiamo fatti tanti per costruire questo roster, abbiamo speso tanto sul lato tecnico. Siccome è uno sport meraviglioso e siamo arrivati a metà del guado, stiamo cercando di capire come non perdere tutto ciò che abbiamo fatto. È stato elaborato un documento che ho presentato oggi al presidente della Lega e che verrà esaminato domani in assemblea. Anche il finale della prossima stagione sarebbe impostato in modo diverso, perché nella mia opzione non ci sarebbero retrocessioni. Siamo una famiglia, l’unione fa la forza”.

Nel calcio dovranno rivedere le scadenze dei contratti, anche voi? “Questa mia proposta tiene conto di un fatto, che le squadre possano finire il campionato con il roster della prossima stagione. Altrimenti ci sarebbero problemi di ogni tipo, giuridico e legislativo. Inoltre nel basket ci sono contratti diversi da quelli del calcio, dove per certi versi sono più semplici. Cambieranno un po’ gli attori, ma se si riprende da dove si è finito si tutela anche il pubblico: i tifosi hanno pagato tante partite in anticipo che altrimenti non potranno vedere”.

La Virtus Bologna è in testa alla classifica, ma non accoglierebbe con entusiasmo lo scudetto a tavolino… “No glielo confermo. La posizione degli azionisti è di assegnare questo scudetto agli infermieri e ai medici degli ospedali, che stanno lavorando in prima linea. Non avrebbe alcun valore uno scudetto così. L’obiettivo è portare al termine la stagione che aiuterebbe a iniziare meglio quella successiva”.

La stima del danno economico in casa Virtus? “Se non dovesse riprendere il campionato, stimiamo una perdita di 5 milioni di euro, che sono tanti per una società di basket. Inoltre dobbiamo tenere conto dei 10 che abbiamo già speso. Per tutta la Lega sarebbe un danno tra i 40 e i 50 milioni”.

Questa situazione potrebbe essere un’occasione per migliorare anche le infrastrutture… “Deve essere l’occasione, dobbiamo tutti pensare a ripartire. C’è da riformare tutto il sistema: dagli impianti ai formati dei campionati, dai settori giovanili al tipo di contratti dei giocatori. Il basket è l’unico sport professionistico che di professionista ha solo i costi. È uno sport popolare e ha tante possibilità di rientrare a pieno titolo nelle case dei cittadini. Deve tornare ad appartenere alla gente”.

Quando si ricomincerebbe, i palazzetti sarebbero aperti al pubblico? “Non so se quattro mesi sarà un tempo sufficiente, dovremo fare delle verifiche. Magari potremo aprire gli impianti solo agli abbonati, senza aprire le biglietterie, in modo tale da distanziare i presenti. Dobbiamo ancora capirlo”.

Il discorso del taglio degli stipendi, come ha fatto la Juventus nel calcio, può essere applicabile anche alla A di basket? “Da elogiare l’iniziativa della Juve, in un momento in cui nessuno se l’aspettava. Sono stati bravi i giocatori, il tecnico e la società, mettendo a disposizione del sistema l’accordo da loro raggiunto. Farà da traino a tutto il resto. Nel calcio in Italia, come nel basket, i giocatori hanno sì dei sindacati di riferimento, ma sono i singoli poi che devono assumersi la responsabilità di accettare o meno una proposta”.

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