L’AD della Virtus Luca Baraldi è intervenuto telefonicamente su Radio Sportiva.

Abbiamo subito e accettato questa situazione imprevista e imprevedibile. Prima di tutto deve essere tutelata la salute pubblica, l’aspetto sportivo è secondario.
Però lo sport professionistico – e il basket lo è – ha dietro anche motivazioni economiche e costi già sostenuti, che vista la situazione vanno tutti in fumo. Per prima cosa vale la salute delle persone, lo ripeto. Per lo sport, la decisione della Lega è quella di aspettare, ci siamo fermati per un giusto decreto del Governo, e da lì aspettiamo indicazioni.

I nostri scenari sono sempre gli stessi. La visione si sta accorciando perchè la pandemia si è propagata in maniera veloce su tutto il paese, e oltretutto nelle tre regioni più colpite ci sono metà delle squadre di serie A. Difficile ripartire a breve, ma visto anche il rinvio delle Olimpiadi noi siamo disponibili a riprendere quando si potrà, andando anche a luglio. Questo anche per generare positività.
In questi giorni leggo da colleghi, presidenti e azionisti dichiarazioni molto emotive, ma bisogna pensare positivo. Prima o poi da questa situazione ne usciremo, e lo sport può aiutare. Altrimenti l’unico appuntamento del giorno diventa la conferenza stampa delle 18 e vedere quanti morti ci sono stati. Pensiamo anche che ci sarà un domani.

Chiedere lo scudetto in caso di cancellazione? Non ci abbiamo pensato e non ne ho parlato col mio azionista di riferimento. Personalmente dico che noi abbiamo un’etica, lo sport si deve disputare sul campo e questo campionato non è finito. Lo scudetto più importante sarebbe riprendere, perchè vorrebbe dire che la pandemia ce la siamo lasciata alla spalle.
Altrimenti assegnare uno scudetto non avrebbe alcun significato sportivo.

Le ricadute economiche? Gandini ha dato incarico a una società di verificare il danno del sistema basket, stimato in circa 40 milioni di euro se non finiamo il campionato. Un valore enorme per il basket italiano, che vive su poche gambe, e a differenza del calcio non ha i diritti TV. Ricadute molto negative, e il finire la stagione avrebbe un significato importante anche per iniziare bene la prossima.

In caso di cancellazione il primo step è ridurre l’impatto dei costi, coinvolgendo giocatori, tecnici, procuratori, tifosi, fare quadrato e capire come possiamo uscirne con le ossa rotte il meno possibile.

I nostri giocatori e tecnici, e tutti gli addetti ai lavori stanno tutti bene. Con grande senso di responsabilità tutti i giocatori sono rimasti a Bologna tranne Gamble, che ha due bambinmi molto piccoli, è rientrato negli USA autortizzato e rientrerà appena gli daremo l’input, anche se dovrà osservare un periodo di quarantena. Ringrazio tecnici e giocatori che hanno scelto di restare a Bologna, pur avendo tutti gli stranieri le famiglie rientrate nei paesi di origine. Hanno dimostrato un grande senso di responsabilità.

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