Massimiliano “Max” Boccio, ex sponsor Virtus con Caffè Maxim è stato arrestato nel corso di un’operazione della Guardia di Finanza di Milano. Ne dà notizia forlibasket.it che conferma che l’ex proprietario della Fulgor Libertas Forlì è tra i sette destinatari di un provvedimento di custodia cautelare, anche se non è ancora chiaro se Boccio sia in carcere o ai domiciliari.

Di seguito l’articolo di Forlibasket: Hanno arrestato Massimiliano Boccio. Ancora non ci sono notizie ufficiali dagli inquirenti, ma l’ ex uomo forte della FL, è coinvolto in una operazione della guardia di Finanza di cui oggi parla La Repubblica da cui prendiamo i successivi stralci. Al centro delle indagini c’è la St. James Finanziaria che è indagata per “vendita abusiva di obbligazioni di Jp Morgan per 42 milioni di dollari e il rilascio di fideiussioni senza le autorizzazioni prescritte dalla legge per un importo complessivo di circa 32,5 milioni di euro, con un illecito profitto complessivo di circa due milioni di euro. Così dopo i 15 arresti dello scorso 19 gennaio, stamane i militari della guardia di finanza hanno eseguito altre sette ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e tre ai domiciliari.” Tra questi c’è Massimiliano Boccio, anche se ancora non si sa se è stato portato in carcere o è fermo ai domiciliari.

L’operazione della guardia di finanza ha avuto due momenti: “Il primo è quello del blitz delle Fiamme Gialle di oltre due mesi fa e riguarda l’emissione di false fideiussioni per un monte garantito di un miliardo da parte di una serie di società, tra cui Lombard Merchant spa, e che avrebbe portato ad incassare illecitamente premi per 12 milioni. L’altro capitolo è quello dell’operazione di martedì della Gdf che, oltre ai 7 arresti ha effettuato perquisizioni nelle società nell’hinterland milanese, e nelle province di Monza e Brianza, Torino, Bologna e Cosenza. Anche in questo caso il reato è associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività finanziaria (svolta fino alla metà dello scorso febbraio) aggravato dalla transnazionalità ma riguarda, secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, nuovi truffatori e nuovi truffati. Tra questi appunto ci sono Cesare Marconi, l’imprenditore di Pistoia che aveva tentato di entrare nel Cesena calcio e uno dei candidati alla presidenza del Barcellona calcio al quale, come si legge nell’ordinanza del gip, la St.James Finanziaria “aveva anche provato a piazzare”, tramite un intermediario, “una polizza fideiussoria, per un importo di 90 milioni ed un premio di 1,8 milioni di euro”.

Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori “Marconi, per entrare nella compagine societaria del Cesena calcio, avrebbe comprato le obbligazioni “di cui era assolutamente vietata la distribuzione e la rivendita ai clienti al dettaglio” ma che i soci della St.James Finance gli avevano offerto ottenendo un “ingiusto profitto” e procurando un danno all’imprenditore “pari a 15 mila euro, versati a titolo di acconto rispetto al prezzo stabilito di 120 milioni di euro nonché la somma di 4.137,6 euro corrisposta” a un professionista a cui la stessa società aveva commissionato una perizia, poi rivelatasi falsa, per certificare l’autenticità dei titoli ceduti per altro solo sulla carta.”

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