Pietro Aradori è stato sentito dalla Gazzetta dello Sport. Un estratto dell’intervista.

“L’esclusione dalla Nazionale? Su questa vicenda ci siamo chiariti da tempo e aggiungo che io e Meo ci piacciamo molto a vicenda. Certo, quella sua scelta di escludermi è stato un boccone amaro che ho dovuto ingoiare. Ma non rinnego due anni passati con Sacchetti in Nazionale di cui mi ha fatto capitano. Non c’è più bisogno di parlarne ancora, andiamo avanti da professionisti con un obiettivo comune: vincere insieme.
La squadra a trazione offensiva? La vedo bene, mi è sempre piaciuta l’idea digiocare al fianco di compagni forti che sanno attirare raddoppi e produrre soluzioni di gioco a beneficio di tutti. Sacchetti è il coach ideale per guidare una squadra con questa chimica. Poi ha ragione Carlton Myers quando dice che ognuno di noi dovrà togliere qualcosa del proprio talento per combinarlo al meglio con quello dei compagni. Ma questo vale a tutti i livelli per le squadre che vogliono vincere.
Il derby? Non ci penso, ma so già che quando saremo a tiro ci arriverò carico. Il derby è bellissimo però la Fortitudo deve guardare oltre la sfida cittadina.
Obiettivi? È giusto essere ambiziosi, la squadra oggi è pi ùprofonda rispetto all’anno passato. Gli obiettivi sono i playoff, l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia e una buona Champions League. Vogliamo toglierci qualche bella soddisfazione.
Il futuro? Ho il contratto fino al 2023 e sarò felice di giocare qui per molti altri anni ancora. Ma oggi non esistono più le bandiere, basta vedere come sono stati trattati Totti, Maldini e De Rossi. Meglio abituarsi all’idea che si possa cambiare ancora anche se non mi vedo in un altro club che non sia la Fortitudo.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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