Pietro Aradori è stato ospite di “Cuore Fortitudo” su TRC.

Come si ritorna in palestra dopo due sconfitte forse impreviste? “Con la voglia di fare meglio. Nelle vittorie e nelle sconfitte c’è sempre una ripartenza, di guardarsi allo specchio, di capire gli errori per migliorare. A volte si riesce, altre volte gli avversari fanno meglio, ma l’atteggiamento deve essere sempre positivo.”

Cividale forte, ma demeriti anche vostri? “Un mix delle due cose. Senza un americano e l’altro che non è andato al meglio gli italiani si sono compattati. Noi non abbiamo giocato al nostro livello, ed è un peccato perchè al Paladozza c’è sempre una atmosfera particolare, unica, qualcosa da prime 4-5 di serie A”

L’atteggiamento rispetto a Chiusi è migliorato, ma cosa è mancato? “Chiusi non è stata al nostro livello non solo per questioni tattiche ma perchè è mancata la reazione necessaria. Domenica siamo andati sotto ma non abbiamo mollato, siamo stati lì, e abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Ma non è stato sufficiente: dobbiamo ricordare che siamo un ottimo gruppo, una buona squadra, e giocare a Bologna deve essere una spinta in più”

Cosa ha Cividale, ad esempio, che voi non avete? “Loro hanno creato un bel progetto, salendo dalla B in due anni e sono ben compattati con la consapevolezza di cosa vogliono fare”

Sembra ci sia la rassegnazione di chi non può o non vuole andare in A. “Nessuno ci ha chiesto di non salire. Perdiamo perchè in certe partite gli altri sono più bravi di noi, e vinciamo quando siamo noi meglio degli avversari. Vogliamo fare i playoff, portare la gente alla partita, e per questo serve fare meglio”

Ti aspettavi questo tipo di campionato? “Non è che se scendi di livello tutto è più facile e scontato, anzi si deve dare il 110% per fare quel che si faceva al piano superiore. In A2 ci sono ottimi giocatori che non hanno forse avuto le giuste occasioni per giocare in A, o hanno fatto scelte diverse, ma tutti vanno rispettati”

Che tipo di martedì è stato, dopo due sconfitte e in previsione della gara con Udine. “Il ritrovo dopo una sconfitta à sempre con l’amaro in bocca. Ovvio che non tutte le sconfitte sono uguali, ma c’è sempre frustrazione e arrabbiatura, e io vedo un gruppo a cui perdere dà fastidio perchè tutti danno il massimo per vincere. E quando non succede, perchè è normale che possa succedere, vuoi fare meglio”

Il tuo rapporto con Dalmonte? “Ci conosciamo da tempo, bene. Ci siamo affrontati tante volte, è stato il vice in Nazionale, è un rapporto cresciuto negli anni. Sono maturato anche io rispetto a 10 anni fa, ci confrontiamo spesso, ci siamo parlati anche stamattina. Cerchiamo di capire quali siano le cose migliori per crescere”

Alcuni giornalisti ti danno colpe anche quando non giochi. “C’è una certa stampa, quella sì, molto critica. Io ho le spalle larghe, ma si deve stare nei limiti. Io cerco di fare il mio e di essere la miglior persona possibile”

Immaginavi una Virtus in Eurolega? “Non così presto, ma il progetto è solido e sono riusciti a bruciare le tappe. Forse ci sono arrivati prima di quanto non aspettassero”

Cosa ne pensi di quello che sta succedendo a Milano, o gli attriti tra Messina con la Virtus? “Messina ha fatto la storia della Virtus, ma quando si gioca uno contro l’altro aumenta l’adrenalina e possono venire fuori altre cose”

Chi vince l’Eurolega? “Efes, ma ci sono tante possibilità”

Sei un giocatore divisivo. “Io posso essere amato o criticato, non dipende da me. Mi piace Bologna, mi piace la Fortitudo, ci sto da Dio e so che quando una piazza è molto amata ci sono anche tante aspettative. Mi piace un ambiente come questo che vive di pallacanestro”

Da sesto uomo non potresti avere un impatto maggiore? “L’ho fatto spesso, anche in Nazionale. Può essere un modo di vedere, tanti lo hanno fatto nelle loro carriere. Andrebbe visto di partita in partita”

Il giocatore che più ti ha impressionato finora in A2? “Tomassini, che è un amico e che contro di noi ha fatto una partita incredibile”

Il discorso Nazionale? “I tempi cambiano, va bene così”

In Virtus forse avevi più motivazioni? “Assolutamente no. Quando sarò più scarico farò altre scelte, ma non ora”

Funzioni meglio con accanto giocatori atletici? “A me piace giocare con accanto giocatori forti. Anche Thornton, ad esempio: è bello avere vicino chi può fare la differenza, in Nazionale ce ne erano tanti più forti di me, è un piacere”

Cosa ti aspetti dalla gara con Udine? “Prima di tutto guardaci allo specchio, essere noi stessi, fare quello che sappiamo e mascherare quello che ci viene meno bene, e tornare a rendere il Paladozza un fortino. Dobbiamo lavorare più su noi stessi, forse, ricordando comunque che affrontiamo un avversario di livello”

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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