Pietro Aradori, a Roma per le visite mediche con la Nazionale, è stato intervistato da Fabrizio Fabbri sul Corriere dello Sport, tracciando il bilancio della stagione appena conclusa.
Un estratto delle sue parole.

Pesa non giocare i playoff? Molto. Non avevo certo messo in conto di fermarmi, ma è inutile stare a piangerci sopra. Ho da sistemare un po’ di cose personali e andrò a vedere qualche partita della fase che assegnerà lo scudetto. Nulla di programmato, deciderò di volta in volta. Poi partirò, ancora non so per dove: devo ricaricare le batterie in vista degli impegni azzurri.

Un bilancio della stagione in Virtus? La Champions League conquistata ha dato una bella pennellata di colore ad una stagione che spesso è stata in bianco e nero. In Europa abbiamo avuto una continuità che non si è mai interrotta. In campionato invece le difficoltà sono state evidenti. Non riuscire a mettere insieme strisce di vittorie ha fatto salire la pressione del gruppo. Diciamo che la Champions è stata il nostro angolo di paradiso coronato dalla vittoria nella Final Four.

Personalmente è stata una stagione positiva? Sicuramente ne ho avute di migliori. Se fossimo riusciti a centrare la qualificazione nei playoff la avrei definita più che buona. Ma siamo rimasti fuori. Ho avuto un minutaggio inferiore rispetto ad altre annate, frutto anche di un roster molto profondo. Ci sta e mi sono adattato.

Il futuro? Ho ancora un anno di contratto. Normale che ora si parli per capire quale sarà il futuro. Sono molto sereno. Ho negli occhi tutte le immagini di gioia dopo la vittoria in Europa. Giocare per le V nere è un grande onore e vincere con quei colori ancora di più.

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