Era l’occasione per i tifosi Virtus di vedere l’esordio con la canotta numero 15 (che fu di Patavoukas e Griffith, quindi annullato il focolare di polemica che poteva nascere se gli fosse stato concesso il 5); per vedere all’azione il Progresso che solitamente gioca in casa in contemporanea con le casalinghe V; e, magari, di vincere per una volta in italica trasferta. Riescono i primi due obiettivi, fallsce il terzo. E va bene che gli assenti di casa Bianchini erano tutti uomini da quintetto (Dial, Scarone, Avleev e Andersen, mentre Ticchi ha lasciato a riposo solo l’acciaccato Faggiano), va bene che in queste amichevoli le motivazioni dei piccoli superano sempre quelle dei grandi. Ma qualcosa di piu’, da chi c’era in campo, lo si doveva pretendere. Sara’ un paragone stupido ma, in queste esibizioni contro il Progresso, la Fortitudo ha sempre portato a casa dei ventelli positivi. Progresso che a sua volta proponeva uno yankee nuovo, quel Johnny Branch ex Montecatini e Fabriano appena tesserato per dare profondita’ ad una squadra con gli uomini contati. Oggi e’ apparso alquanto indietro.

Finisce quindi 89-84 per il Bignami questo trofeo “Music Service”, dopo un supplementare agganciato con tripla di Williams. Nemesi, dato che fino a quel momento la percentuale dall’arco dei padroni di casa non raggiungeva il 20%. Ma riavviamo il nastro. Murdock entra subito in quintetto, guarda i compagni, prende il ferro al primo tentativo e infila da due dopo quasi tre minuti. Per la cronaca, l’ultima partita giocata dall’attuale 15 bianconero al Paladozza fu gara2 di semifinale playoff nel 1997, ovviamente con la maglia Fortitudo. In un match dai ritmi inizialmente blandi prendono subito il sopravvento i lunghi, Frosini da un lato e Rush dall’altro: scelta obbligata, forse, per Bianchini, che con Dial e Scarone a riposo non ha gran mani a far circolare l’arancia. Con questo predominio a rimbalzo la Virtus prende un 15-20 di vantaggio, grazie anche ad un Sekularac ispirato. Ma il Progresso e’ squadra da prendere con le molle e, mentre muove i primi passi in campo anche Joey Beard (contro l’allenatore che lo ebbe a Rimini), il primo quarto si conclude 20-20 con azione da 3 punti di Barlera.
E’ un buon momento per il Progresso, che arriva fino al 29-22 prima che Koturovic e Sekularac riaggiustino. C’è anche la tripla di Gagneur, fino a quel momento imbarazzante, per il 37-38 Virtus con cui si va al riposo.

Terzo quarto con il primo autocanestro della partita, siglato Gagneur. E con le due squadre a provare difese a zona. Il Progresso avrebbe l’arma del tiro da 3 davanti a queste zone, ma oggi la mano di Masieri sentiva forse il derby, e con lui quella di tutti i compagni. Non entra mai, ma la Virtus non monetizza e a sua volta apre un contraddittorio con le triple perso pesantemente. Un altro autocanestro (Barlera), 58-58 a fine quarto.
Si torna a uomo, e proprio quando Masieri sembra aver scaldato la mano la Virtus comincia a prendere il largo grazie allo strapotere, almeno in attacco, di Frosini e Koturovic. 70-74, quando la Virtus si pianta. Moruzzi blocca bene Murdock, Frosini fa passi e sfondo prima di mettere il 2+1 che porta la Virtus sul 74-77. Pochi secondi alla fine, nessuno fa fallo, Williams decide che l’1/6 avuto da 3 fino a quel momento e’ migliorabile. Ciuf, appendice.
Dove Rush e Williams prendono il largo, dove dopo un tiro libero sbagliato c’e’ l’ennesimo autocanestro della partita (e il capitano Bignami, Rush, ringrazia) e la conclusione sull’89-84.

A fine partita Murdock – 42 minuti, ancora una ovvia conoscenza relativa dei giochi offensivi ma una buona voglia di proporsi – si dichiara capace di fare meglio e promette di essere al 100% al suo esordio in campionato. E dichiara grande fiducia nei suoi compagni. Ticchi invece applaude la grande intensita’ della difesa a uomo, nota il recupero a rimbalzo dopo l’inizio difficoltoso e l’ottimo salto perse/recuperate (9 a 27). Ammette che la Virtus aveva assenze tra gli esterni che hanno limitato il fosforo, ma vede in Murdock quello che potrebbe accendere la miccia giusta.

Premiato Koturovic come miglior marcatore e Frosini come MVP. Ma alla fine questa vittoria tanto platonica quanto prestigiosa la porta a casa il Bignami. E il fatto di aver vinto senza avere l’MVP dimostra la grande solidita’ della squadra. Per la Virtus, sconfitta ovviamente indolore ma una brutta figura da evitare.

I tabellini:
BIGNAMI CASTELMAGGIORE
Levin – 4pti (-, 2/4, 0/1)
Branch – 0pti (-, 0/1, -)
Pilutti – 2pti (0/1, 1/3, 0/2)
Moruzzi – 0pti (-, 0/1, 0/1)
Ghiacci – 13pti (1/2, 6/9, 0/3)
Williams – 22pti (2/3, 7/16, 2/8, 12rimb)
Masieri – 8pti (8pti, -, 1/1, 2/9)
Barlera – 9pti (1/1, 4/5, -)
Rush – 19pti (3/6, 8/16, -, 11rimb)
Abram – 12pti (-, 3/7, 2/5)

VIRTUS BOLOGNA
Belinelli – 0pti
Gagneur – 6pti (3/3, -, 1/4)
Sekularac – 14pti (3/4, 4/10, 1/5)
Frosini – 19pti (1/1, 9/16, -, 12rimb)
Murdock – 14pti (-, 4/6, 2/6, 4ass)
Brkic – 2pti (-, 1/3, 0/4)
Beard – 2pti (-, 1/1, -)
Koturovic – 27pti (7/7, 10/16, 0/1, 15rimb, 42val)

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