Alex Finelli – ex coach di Fortitudo e Virtus – ora allena Casalpusterlengo e ha incontrato la Fortitudo in precampionato, battendola 73-66 nel torneo di Verbania.

Damiano Montanari l’ha intervistato per capire il potenziale valore dei biancoblu. Ecco le sue parole: Premettendo che in quella partita Boniciolli non aveva a disposizione né Daniel, infortunato, né Radic, che doveva ancora essere tesserato, l’Eternedile mi è sembrata una squadra profonda, diversamente da molte altre di A2 che sono spesso costruite con sette, otto giocatori. La Fortitudo ne ha dieci e, grazie a questa profondità dell’organico, può difendere in modo aggressivo a tutto campo per tutti i quaranta minuti. D’altra questo è il marchio di fabbrica di Boniciolli.

Un parere su Radic? L’ho avuto l’anno scorso in precampionato a Forlì, prima che andasse a Veroli. E’ un giocatore che si può integrare facilmente e rapidamente e che può dare tanta energia dentro l’area. E’ serio, un lavoratore abituato ad ingressi lampo, bravo a calarsi subito in un ambiente nuovo senza creare problemi. E’ accaduto l’anno scorso a Veroli e a Venezia. Può essere un buon tampone in attesa del rientro di Daniel.

Intanto a fare la differenza sono altri? Il giocatore chiave di questa Fortitudo è Flowers. Ha una struttura fisica ed un talento da A1. Un altro, che potrà esplodere a livello offensivo, è Montano. Nella produzione di punti sarà un riferimento. Candi? E’ molto giovane, va ancora a scuola al mattino, è importante non caricarlo di troppe aspettative. Conosco bene le situazioni come la sua. La A2 di quest’anno è un campionato di livello più alto rispetto alla DNB, con tanti play di livello. Forse i migliori della Lega sono nel mio girone. Penso a Mayo di Scafati e a Bulleri e a Imbrò di Ferentino. E’ importante mantenere molto equilibrio nel giudicare le performance di Candi, mantenendo un profilo basso. Quando ci ha affrontato, con il nostro Vencato, classe 1995 e nazionale Under 20, ha fatto fatica.

Con questi presupposti quale ruolo potrà recitare la Fortitudo nel campionato di A2? Il suo punto di forza è la profondità. Mentre andrà valutato durante la stagione il fatto di avere un gruppo composto da pochi giocatori che hanno già avuto esperienze in A2. In questo momento vedo la Fortitudo un gradino sotto i tre top team del girone Est, vale a dire Verona, Brescia e Treviso. Dietro di loro, a braccetto con l’Aquila, metto Mantova. Ma attenzione ad altre possibili sorprese: Chieti e Imola su tutte, ma anche una tra Treviglio, Legnano e Recanati.

Una sola promozione in A1 è troppo penalizzante? Sono d’accordo. Il numero corretto, per una A2 a 32 squadre, sarebbe tre. Ma passare da una a due, adesso, sarebbe già un grande risultato. E’ una necessità condivisa. Anche per dare motivazioni a quei proprietari che, nonostante il difficile momento economico, stanno investendo risorse nella pallacanestro.

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