Alessandro Abbio, storico ex Virtus, è stato sentito da Lorenzo Lunghi su Stadio

Essere presente al derby? Ci proverò, lo spero. Ma, in un modo o nell’altro, non me lo perderò”

Abbio, Basket City ritrova il derby. Quanto è mancato? “Alla città tantissimo, e me ne rendo conto perché percepisco l’attesa. So che i biglietti sono stati polverizzati in poche ore: questo la dice lunga”

La A2 lo ridimensiona? “No. Ci sono sfide che hanno fatto la storia della pallacanestro. Per certi incontri non è mai una questione di categoria: Eurolega o A2 che sia, è un appuntamento sentito allo stesso modo. A maggior ragione a quasi otto anni di distanza dall’ultima volta”

Ricorda il suo primo derby? “Non potrei mai dimenticarlo: certe partite lasciano il segno, soprattutto al primo impatto”

Racconti. “Era in trasferta, al PalaDozza, era il mio primo anno alla Virtus e nella Fortitudo c’era Vincenzino Esposito. Palazzetto pieno, i tifosi spingevano le rispettive squadre in un’atmosfera ribollente di passione, tanto che sul parquet era difficile anche parlarsi a pochi metri fra compagni. Capii subito l’importanza di questa partita”

Per il basket bolognese erano altri tempi. “Era il 1994, avevo 23 anni e mi caricai a mille. Ho perso il conto di quanti ne ho giocati da allora al 2002: vinti, persi, ma comunque sempre vissuti”

Stagione regolare, play off, coppa Italia, Eurolega. Non vi facevate mancare nulla. “Le finali scudetto, la semifinale di Eurolega a Monaco, ma ricordo bene anche il quarto che, l’anno precedente, ci portò alla final four di Barcellona, quello della rissa”

Famosa e famigerata. E lei era lì in mezzo, non da comparsa. “La realtà è che nei derby si innescano reazioni individuali e di collettivo che non si possono prevedere né immaginare. A prescindere da ciò che è in palio, è una partita in cui le motivazioni sono straordinarie. Fu così anche quel giorno”

Torniamo all’attualità. Che Virtus vede oggi? “Una squadra che ha prospettive, speranze e non è prima per caso. E noto con piacere che tre suoi giovani siano stati protagonisti all’Europeo Under 18”

Oxilia, Pajola e Penna sono tornati con il bronzo. “Penna lo conosco bene. Ho allenato il fratello a Monte San Pietro e, quando Lorenzo era alla Polisportiva Masi, affrontammo la sua squadra. Lui era un anno più giovane degli altri: ci massacrò”

Quanto pesa la maglia Virtus sulle spalle di un giovane? “L’approccio giusto è pensare che sia uno stimolo ad andare oltre i limiti. È chiaro che non è una maglia semplice, ma pensi a questi ragazzi: indossano la V in A2, Ramagli sta dando loro fiducia e minuti. Hanno un’occasione enorme e non devono sprecarla: è così che si cresce”

Che derby si aspetta? “Prima c’è Roseto e si pensa sempre alla prossima, che arriva dopo un lungo periodo senza gare ufficiali. Ma al 6 gennaio guardiamo tutti. Direi 70% Virtus, ma attenzione perché certe gare fanno storia a sé e non c’è nulla di scontato”

Sugli spalti? “Coreografie, cori e passione, ma rispetto, per una giornata da ricordare”

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