Alessandra Tava è stata sentita da Emanuele Malaguti per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Lo stop? Dopo tutti i sacrifici fatti e l’impegno messo fin da agosto per rincorrere gli obiettivi, non poterli raggiungere sul campo è un gran dispiacere. Non c’era alternativa. Sono d’accordo con la sospensione: al momento le priorità sono altre ed era giusto seguire le direttive. Sicuramente la pericolosità di questo virus è stata sottovalutata da parte di tutti, ma quando ci si è resi conto della reale gravità della cosa si è fatto in possibile. Ora è fondamentale rispettare le regole e dare la giusta importanza alla nostra salute. Mi manca Bologna e mi mancano le ragazze, ma ibisogna fare un sacrificio tutti insieme per uscire da questa situazione.
In A1 avevo già giocato a Orvieto, La Spezia e in Svezia, ma qui è stato diverso: mi sono sentita davvero parte di un gruppo. E’ stato bellissimo anche se complicato: sapevamo che il salto dalla A2 alla A1 sarebbe stato grande, ma giocare in Virtus è sempre stato un sogno.
I momenti che ricordo con più piacere di questa stagione sono la vittoria con Ragusa e la prima partita al Paladozza: salire le scale, calcare quel parquet, giocare con le tue compagne con la maglia della Virtus addosso è qualcosa di fantastico. Giocare in A1 è un’emozione molto forte, c’è tanta gioia a farlo qui e anche tanta responsabilità giocando per una società così blasonata. I sacrifici sono tanti, ma non mi pesano: giocare per me è una passione e a farlo a Bologna, con le mie amiche e indossando questa maglia, mi sento davvero fortunata”

Foto Giulia Pesino / Ciamillo

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