L’ex Virtus Renato Albonico è stato sentito da Luca Muleo per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Finire il campionato? Anche se tra un mese la situazione fosse migliore, accelerare la ripresa sarebbe pericoloso dal punto di vista fisico, soprattutto muscolare, per i giocatori. Ci vorrebbero almeno due o tre settimane di preparazione.
Come sarebbe andata senza sosta? Milano gioca malissimo e ha una classifica improponibile rispetto al roster, ma in una serie lunga, dove tutto si azzera, restava la mia favorita. Partendo dalle retrovie, come Venezia in Coppa Italia. Poi c’era la stessa Reyer e quindi la Virtus, quella fin qui con il gioco migliore, prima per distacco, un salto di qualità enorme.
Scudetto senza giocare? Lo prenderei volentieri comunque, in tempi di guerra ne sono stati assegnati in maniera meno logica e meno sportiva. Tutto dipende se lo si vorrà assegnare oppure no.
Mai vissuto qualcosa di paragonabile a questa emergenza? Mai. Piuttosto mi sarei aspettato la bomba atomica. Lauzi cantava “arrivano i cinesi” e noi da bambini li aspettavamo come gli invasori, ma non sono mai arrivati. Ora forse paghiamo un conto alla natura.
Come passo il tempo? Kirigami e Origami, uno al giorno. In questo periodo sto facendo la gru, che è un augurio di buona salute. E un altro che si chiama noshi, veniva dato ai samurai prima di partire in battaglia. Protegge dalle cose brutte, ma anche dalle belle: anche quando vinci devi sapere come comportarti”

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