L’ex playmaker bianconero Renato Albonico, ora commentatore su TRC, è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole.

Non vedo l’ora di assistere agli allenamenti, guardare come si muovono, ascoltano l’allenatore, come fanno gli esercizi. Solo allora si potrà dare un primo parere. A vederla così, scritta sulla carta, mi sembra molto più equilibrata rispetto a quella dello scorso anno. Da ex giocatore notare la presenza di due profili per ogni ruolo è importante, è lo specchio di un progetto preciso, come ogni grande gruppo deve avere. Trattandosi di una squadra completamente rinnovata, a parte Aradori, Baldi Rossi e Pajola, starà soprattutto all’allenatore e poi alla società fare un ottimo lavoro, alla ricerca del famoso amalgama, o come si dice oggi della chimica. Ci dovrà essere una grandissima opera per mettere assieme tutti questi pezzi.
E’ probabile che la squadra sia votata all’attcco? Dipende molto dalle qualità e dall’interpretazione dei giocatori. L’anno scorso se Lafayette giocava play, la difesa ne giovava, con lui in posizione di guardia si andava meglio in attacco. Certo la filosofia di Sacripanti è quella, però come si dice? Per un buon attacco serve una buona difesa. E poi dipenderà dalle singole gare, non tutte le avversarie saranno uguali.
Il derby a settembre? Per il Memorial Porelli sarebbe bello costruire un torneo importante, come si faceva una volta. Io da giocatore stavo meglio senza il derby, l’ho sempre sofferto. Quando mesi prima cominciano a dirti che è una partita come le altre, capisci subito che non è vero. Questo sarà un’amichevole, prendiamolo come auspicio per un derby vero, al più presto in serie A. Perché da spettatore invece mi entusiasma tantissimo.

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