In occasione dell’anniversario di gara 5 del 1998, Stadio ha sentito due protagonisti, Alessandro Abbio e Roberto Chiacig. Due estratti delle interviste.

Alessandro Abbio – “E’ stato il suggello di una stagione importante che aveva riportato il basket italiano ad altissimo livello in Europa, due squadre arrivate ad un passo dalla Final Four di Coppa dei Campioni. Eravamo i migliori. E poi quella partita a Bologna, quella gara 5 era definitiva, non c’erano alternative. Deciderla con un colpo del genere è stato speciale, ma tutto di quella serie è stato incredibile, non c’era niente di scontato, è stata aperta fino a quel tiro.
Mi rimane quella sensazione, di una squadra che sapeva di aver sempre qualcosa dentro per poter fare la differenza. E’ chiaro che noi in Virtus l’abbiamo vissuta bene e in Fortitudo male, ma credo che esserci fosse già qualcosa di speciale.Quell’anno ci fu anche l’Eurorissa: non fu una cosa bella, ma ha fatto parte del percorso. Mi dispiace che abbia avuto più risalto di quella straordinaria vittoria.
Il fallo? Io so solo che ho fatto il passaggio consegnato, ho visto Sasha in palleggio, Wilkins che ha abbassato il braccio e penso che l’errore sia stato quello. Poteva stare a mani alte, ma non devo spiegare ad un veterano NBA cosa fare. E’ andata così, Zancanella ha visto un fallo e Sasha ha tirato come se fosse in allenamento”

Roberto Chiacig“Perdemmo lo scudetto in gara 4. Quando sei in casa, puoi chiudere il discorso e non ci riesci, poi è difficile resettare tutto in un giorno e mezzo. Quell’anno ci furono dieci derby con la Virtus, le due squadre si conoscevano bene.
L’esonero di Bianchini? A me quella decisione dispiacque moltissimo. Avevamo disputato una grandissima stagione fino a quel momento, arrivando anche a un passo dalle Final Four di Eurolega. La squadra era composta da giocatori di alto livello ed era ben allenata. Cambiando allenatore all’ultimo momento prima della post season ci furono dei problemi. Sostituimmo Bianchini con un bravo coach, ma non il migliore del mondo.
Wilkins? Fu additato da tutti come il giocatore che mancò gara 5, ma non fu lui il colpevole. Le responsabilità furono di tutta la squadra e in primis dello staff tecnico. Io avevo disputato una partita da 17+15, sbagliai un tiro e Skansi mi mise a sedere rimproverandomi aspramente. Da quel momento non mi fece più rientrare. Io ci rimasi molto male e trascorsi il finale del match con l’angoscia, coprendomi spesso il volto con l’asciugamano per non guardare gli ultimi tiri. Nesterovic catturò un rimbalzo e Myers spese il quinto fallo. Se ci fossi stato io sul parquet in quel momento…
Il fallo? Ho sempre avuto la sensazione che il fallo di Dominique fosse stato commesso prima del tiro. Comunque, non fu quell’episodio a farci perdere la finale, bensì la palla persa di Rivers che, solo in contropiede, si palleggiò la palla sul piede. Se analizziamo tutta la sua carriera, quelli sarebbero dovuti essere due punti sicuri o, al massimo 2 liberi”

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