All’inferno e (sulla via del) ritorno. Il 2016 è stato l’anno della prima retrocessione sul campo della storia della Virtus, e della successiva ripartenza dalla serie A2.
Ecco, mese per mese, il riassunto dell’anno bianconero.

GENNAIO
La Virtus perde in casa con Reggio Emilia e a Venezia, e poi batte Brindisi con una partita davvero rocambolesca, risolta dopo tre tempi supplementari. Fells è un disastro, e sul mercato – da Cantù – arriva l’ex Kenny Lassie Hasbrouck, che al suo arrivo parla di playoff.
Con la pubblicazione del bilancio di Virtus Pallacanestro al 30/06/2015 si scopre che il marchio non è più di proprietà della società sportiva, ma è stato ceduto a Fondazione Virtus. Fondazione che nel frattempo delibera un aumento di capitale, attraverso il quale uno o più imprenditori interessati potrà acquisire il controllo della società. A oggi nessuno l’ha ancora sottoscritto. Scompare Amato Andalò, storico custode del PalaDozza.

FEBBRAIO
Il mese si apre con il naufragio di Capo D’Orlando. La Virtus fa una figura imbarazzante, e ne prende 27, tornando a essere pienamente invischiata nella lotta per non retrocedere. Addirittura in un’azione Valli manda in campo solo 4 giocatori, una scena mai vista che fa capire bene la portata del disastro. Il GM Crovetti richiama ufficialmente squadra e staff tecnico, e si parla di un possibile esonero per Valli, ma alla fine non se ne fa nulla. Arrivano gli striscioni di contestazione di Forever Boys e Vecchio Stile, mentre il presidente della Fondazione Pietro Basciano dice non temo la retrocessione.
Contro Pesaro – altro scontro salvezza – la Virtus vince ma non ribalta la differenza canestri perchè Hasbrouck si dimentica di tirare e muore con la palla in mano. A Caserta, pochi giorni dopo, la Virtus gioca bene ma perde, e lo 0-2 nello scontro diretto con i campani sarà un macigno pesantissimo alla fine.
Il presidente di Virtus Pallacanestro – Francesco Bertolini – si dimette a sorpresa.
La società rescinde il contratto con Courtney Fells, ma Allan Ray, che sembrava avere recuperato, si infortuna nuovamente, e così la società si trova nuovamente in grave emergenza. Valerio Mazzola cerca di caricare i tifosi scrivendo “Trust (Virt)US” sulla propria pagina Facebook.
Alberto Bucci viene scelto come nuovo presidente, e mostra subito grande entusiasmo. Il mese si chiude con la netta sconfitta casalinga contro Milano, e con l’arrivo di un altro cavallo di ritorno, Andre Collins.

MARZO
Ray non è più recuperabile, dice Alberto Bucci. Con Collins, la Virtus vince a sorpresa a Sassari – sfatando un tabu trasferta che durava da oltre un anno – e poi in casa con Varese, e torna a navigare in acque di classifica quasi tranquille. Ma la serenità dura poco, perchè – col rientro di Jerome Dyson – da dietro Torino si rimette a marciare. Arriva la sconfitta di Avellino, e poi un’altra vittoria casalinga, contro Cremona. Pietro Basciano dice che il momento preoccupante è stato superato, e che la salvezza arriverà sicuramente. Allan Ray rescinde il contratto per la stagione in corso, mentre resta valido quello per la stagione 2016/17, e torna negli Stati Uniti.

APRILE
La partita chiave, quella che col senno di poi deciderà tutto, si gioca il 3 aprile. La Virtus recupera da -15 ma poi cede nell’ultimo quarto e cade in casa contro Trento, sotto i colpi – tra gli altri – dell’amato ex Peppe Poeta. La classifica si fa nuovamente pericolosa. Valerio Mazzola parla di momento degli uomini duri, ma a Pistoia i bianconeri perdono in maniera nettissima. I Forever Boys provano a dare una scossa all’ambiente scrivendo che La Virtus sta affondando nell’indifferenza e nell’immobilismo generale, ma nemmeno questo serve. A Cantù – altro scontro salvezza – la Virtus viene travolta e si trova ultima in classifica, oltretutto con la peggior situazione di scontri diretti di tutto il lotto delle pericolanti. Arriva un’altra contestazione dei FBV (Vergognatevi), e il presidente Bucci decide di mandare la squadra in ritiro prima della partita interna contro Torino.
Basciano si definisce deluso dai tanti soci che sono spariti, e dice che gli errori sono dello staff tecnico, dato che Fells non l’ha preso la Fondazione.
Il 24 aprile, spalle al muro, la Virtus travolge Torino in un palazzo da 7700 persone, e mostra di essere ancora viva. Purtroppo le ipotesi di parità per l’ultima giornata sono quasi tutte a sfavore dei bianconeri, a meno che non si vinca a Reggio Emilia. Giorgio Valli va in televisione e dice che con la faccia vista contro Torino tutto è possibile e spiega anche di aver accusato la mancanza di una figura “di campo” come Renato Villalta.

MAGGIO
Il 4 maggio è il giorno della retrocessione. La Virtus fa una bella partita a Reggio Emilia, resta anche avanti a lungo, ma alla fine perde 82-78, e viene condannata dai risultati degli altri campi, soprattutto dalla vittoria casalinga di Caserta con Trento. Ultimo posto a quota 22 punti, in coabitazione con Torino, Caserta e Capo D’Orlando, e retrocessione in base alla classifica avulsa. Ma sempre retrocessione, l’unica e questo significa anche la perdita del premio italiani e la rescissione di ogni contratto professionistico in essere, tra cui quelli con Fontecchio, Vitali e Mazzola. La squadra torna all’Arcoveggio nel gelo dei tifosi, e nei giorni seguenti iniziano a uscire tante voci sul futuro, tutte smentite più o meno subito. In conferenza stampa Basciano e Bucci fanno il punto della situazione dopo la retrocessione, e dalle parole del presidente della Fondazione – in particolare quelle su un possibile esonero di Giorgio Valli dopo Capo D’Orlando – si capisce come il problema principale sia stato organizzativo, con la mancanza di una catena di comando chiara. In ogni caso, la società dà subito l’addio a Giorgio Valli e Sandro Crovetti, e prova a coinvolgere Joe Tacopina, ma dopo un paio di incontri tra le parti non se ne farà nulla. Si parla anche di un possibile intervento di 2-3 soci “forti” della Fondazione, che prendano in mano le redini della società esercitando l’aumento di capitale ancora aperto. Ma anche qui non ci sarà nulla di concreto.
Intanto a Caserta la situazione societaria pare molto incerta, e quindi a Bologna si pensa a un possibile ripescaggio. Intanto però servono 750mila euro per chiudere la stagione, che andranno raccolti tra gli attuali soci della Fondazione. Basciano chiede un socio forte, ma Massimo Zanetti – per bocca del suo braccio destro Luca Baraldi, fa sapere di non avere intenzione di acquisire la maggioranza della Virtus. Girano anche voci apocalittiche (esposizione per 5.5 milioni di euro), ma vengono subito smentite, e Alberto Bucci chiarisce che la Virtus non ha debiti. Piano piano si inizia a capire che l’iscrizione al campionato di A2 non è in discussione, e si iniziano a fare nomi di possibili allenatori, GM e anche giocatori. Decade invece quasi subito l’ipotesi di un ritorno al PalaDozza, caldeggiata dal presidente Bucci, che spera anche di trattenere almeno uno dei tre italiani (Fontecchio, Vitali, Mazzola) per provare a farne una bandiera.
Scompare Jim McMillian, il “Duca Nero”. Il 31 maggio la Fondazione si riunisce e conferma che si andrà avanti, con iscrizione alla serie A2 fiducia ad Alberto Bucci.

GIUGNO
Scompare il dottor Rimondini, storico medico sociale della Virtus. Intanto diventa presto chiaro che Alessandro Ramagli e Julio Trovato sono l’opzione numero uno per il ruolo di allenatore e GM. L’ex presidente Renato Villalta – intervenuto in TV – spiega che ancora nessuno gli ha detto i motivi per cui a suo tempo è stato licenziato. La società intanto si dice disponibile ad accettare un eventuale ripescaggio. Achille Canna entra nella Hall of Fame. A fine mese, dopo qualche tira e molla, vengono ufficializzati sia Ramagli che Trovato, e lo staff tecnico-dirigenziale si completa con Valeriano D’Orta, mentre nel CDA bianconero entrano il nuovo AD Loredano Vecchi e Giuseppe Sermasi, vicepresidente di SEF Virtus.

LUGLIO
Alessandro Ramagli si presenta spiegando che intende ripartire da tre punti fermi: pubblico, società e vivaio. L’idea è quella di una squadra che valorizzi i giovani del vivaio (gli unici rimasti dopo il disastro retrocessione) e li circondi di veterani che li proteggano e li aiutino a crescere. I giovani scelti saranno Lorenzo Penna, Alessandro Pajola, Tommaso Oxilia e Danilo Petrovic.
Valerio Mazzola saluta tutti e va a Torino, Simone Fontecchio a Milano.Intanto arrivano le prime conferme per i nuovi giocatori: Marco Spissu – in prestito da Sassari, Klaudio Ndoja, Guido Rosselli e Gabriele Spizzichini, tutti giocatori di alto livello per la categoria. La società spera nel ripescaggio, sia per la situazione di Caserta sia per la questione delle quattro squadre “dissidenti” che si sono accordate con Euroleague nonostante il no della FIP. In questo la Virtus fa fronte con la Fortitudo, che è la seconda avente diritto in classifica ripescaggi. Si spera anche in un allargamento della serie A a 18 squadre, ma alla fine non c’è nulla da fare. Caserta si mette a posto e contro le dissidenti non vengono presi provvedimenti. Il Consiglio Federale conferma la serie A2 per la Virtus, che decide di non fare ricorso, viste le probabilità quasi nulle di accoglimento.
Poi si parla di “scritture private”: ne hanno una sia Allan Ray che Michele Vitali. Il primo batte cassa, e si trova un accordo per rescindere, col secondo – che avrebbe già l’accordo con Brescia – la situazione è in standby. Intanto il gruppo italiano della Virtus si completa col ritorno di Andrea Michelori, e si inizia a parlare di americani. Sembra fatta per Brandon Triche, ma all’ultimo l’ex Trento declina l’offerta bianconera e preferisce ripartire dalla D-League. Come lungo si parla dell’ex Fortitudo Ed Daniel, ma è veramente una voce. Il nome vero è quello di Kenny Lawson. Intanto esce il calendario, e ci sono subito pasticci. Gli impegni della Unipol Arena, infatti, costringeranno la Virtus a spostare almeno 4 partite. I due derby, le partite più attese, sono programmati vicino a Natale e Pasqua. Pietro Basciano, essendo anche presidente di LNP, si dimette da presidente della Fondazione Virtus, ruolo che a oggi resta vacante.

AGOSTO
E’ fatta per Kenny Lawson, che è il primo straniero della Virtus. Nel frattempo Segafredo Zanetti aumenta il suo impegno in società diventando il main sponsor della Vu Nere, e ovviamente c’è chi spera che questo preluda a una scalata alla società da parte del “re del caffè”, cosa però sempre smentita. Michele Vitali si accorda con Brescia e la Virtus non si oppone. Alla squadra manca solo l’esterno americano, e i nomi che girano (Bryon Allen, Ebi Ere) sono di alto livello. Dopo Ferragosto la squadra si raduna all’Arcoveggio con più di 200 persone presenti, e viene lanciata la campagna abbonamenti con Achille Canna, Roberto Brunamonti e Lollo Penna come testimonial. I prezzi sono alti, e questo genera malumori vari. L’obiettivo societario – secondo l’AD Vecchi – è di fare tra i 1500 e i 2000 abbonati.
I Forever Boys comunicano subito che staranno vicini alla squadra, abbonandosi contro tutto e tutti, e organizzano la “Festa dell’orgoglio Virtussino” con festa e grigliata dopo il primo scrimmage dei bianconeri contro Cento. Intanto la società – visti gli impegni della Unipol Arena per il periodo dei playoff – si tutela e chiede al Comune di Bologna la disponibilità del PalaDozza, cosa che creerà qualche polemica a distanza con la dirigenza Fortitudo. A fine mese la Virtus completa il roster con Michael Umeh, fresco di Olimpiadi con la maglia della Nigeria.

SETTEMBRE
Mese di amichevoli, e la Virtus mostra grandi potenzialità vincendole quasi tutte: 7 vittorie e due sconfitte in precampionato, di cui una al Memorial Porelli contro Pistoia, formazione di serie A. Lawson e Umeh si inseriscono gradualmente, e Ramagli appare da subito soddisfatto. Il profilo di tutti comunque resta basso: Spizzichini dice che con questa formula parlare di promozione sarebbe un azzardo, e Ramagli spiega che bisogna ricreare quel filo rosso che unisce squadra, società e tifosi. Gli abbonamenti superano quota 1000. A fine mese arriva il primo guaio, proprio il giorno della presentazione delle nuove maglie (che piacciono, quest’anno) in Sala Borsa, Klaudio Ndoja si infortuna alla caviglia destra in allenamento, e inizia un calvario che durerà tre mesi.

OTTOBRE
Inizia il campionato. La Virtus parte col piede giusto battendo Piacenza davanti allo sponsor Massimo Zanetti, che dice che i tifosi possono stare tranquilli. E a palazzo ci sono oltre 4000 persone, cosa che per il presidente Bucci è la cosa più bella della serata. Altra bella notizia è l’ottima prova di Lollo Penna, che fa capire quello che sarà una costante: i giovani della Virtus sono giocatori di livello per questo campionato, e questo rende i bianconeri una squadra ben più lunga di quello che si poteva pensare originariamente.
Si gioca per vincere e non per partecipare, scrivono i Forever Boys, e la squadra li prende in parola. A Imola, senza Ndoja e Michelori, la Virtus parte a razzo e domina la partita. Poi esplode la questione Europei under 18: saltati in estate per il tentato golpe in Turchia, verranno recuperati a fine dicembre, proprio quando è previsto il derby. La Virtus, che avrà 3-4 giocatori interessati, inizia a muoversi per il rinvio delle partite coinvolte, e si fanno varie ipotesi, tra cui derby a Santo Stefano e a Capodanno. Intanto Ndoja pare poter tornare e con lui la Virtus travolge Mantova.
Julio Trovato – in un intervento radiofonico – ufficializza che la quota di 2000 abbonati è stata abbondantemente superata.
Contro Ravenna, in casa. la Virtus perde la sua prima partita e lo fa in maniera netta, contro una squadra mortifera nel tiro da fuori. Klaudio Ndoja gioca sul dolore ma poi si ferma di nuovo. Micheal Umeh è il primo a parlare esplicitamente di promozione, altrimenti cosa sono venuto a fare? A Ferrara però arriva la seconda sconfitta consecutiva, una beffa atroce al supplementare dopo aver sprecato il +3 e palla in mano a pochi secondi dalla fine.

NOVEMBRE
Arriva l’ufficialità dell’accordo con Sky, il che vuol dire che tutte le trasferte di Virtus e Fortitudo andranno in diretta, o il venerdì sera o la domenica alle 14. Dopo due settimane di stop (impegni dell’Unipol Arena) la Virtus è attesa da tre partite in otto giorni, e la risposta è di quelle forti, dopo le due sconfitte consecutive, la sosta, la perdurante assenza di Ndoja e i problemi al polso di Spizzichini.
I bianconeri dominano a Udine, contro gli ex Lardo, Ray e Cuccarolo, poi battono nettamente Treviso nel recupero infrasettimanale, infine vincono anche a Jesi. Intanto viene ufficializzata la data del derby, che sarà il 6 gennaio alle 20.45. Klaudio Ndoja teoricamente ha risolto il problema clinico, ma continua a provare dolore, e necessita di una terapia particolare. A fine mese la Virtus batte Verona per la quarta vittoria consecutiva, mentre si parla anche di futuro societario. Massimo Zanetti è in cerca di altri due soci, e se li troverà sarà disponibile a prendere il controllo societario, lasciando la Fondazione in minoranza. Se ne parlerà nel 2017, però.

DICEMBRE
La Virtus si conferma la squadra più in forma del campionato. A Recanati, e in casa contro Trieste e Forlì arrivano le vittorie consecutive numero 5, 6 e 7. Primo posto in classifica, ottima difesa, ottimo attacco e giovani in grande spolvero. Insomma, meglio di così non si poteva iniziare. Poi arriva la sosta forzata dovuta agli Europei under 18, dove Oxilia, Penna e Pajola giocano e tornano a casa con una medaglia di bronzo.
L’AD Vecchi spiega che a gennaio entreranno due nuovi soci. E poi inizia la caccia ai biglietti del derby. Dopo vari giorni di discussione tra Virtus, Unipol Arena (ovvero Claudio Sabatini) e autorità preposte si stabilisce che la capienza sarà di 9000 posti, e la nuova curva lato sud non sarà aperta. La Virtus concede la prelazione ai suoi abbonati, e alla libera vendita non si arriva neppure. In pochi giorni gli abbonati (che possono comprare un singolo biglietto senza diritti di prevendita, ma anche altri pagando la prevendita) esauriscono circa 6000 biglietti, comprensivi anche di quelli affidati ai gruppi organizzati. La prevendita per i tifosi Fortitudo viene gestita direttamente da Unipol Arena (ovvero Claudio Sabatini) che, a parte la quota per il tifo organizzato Fortitudo, incarica il negozio Zamboni53 store, che viene preso d’assalto. I biglietti più economici sono esauriti in pochi minuti, tuttora restano in vendita alcuni tagliandi costosi, da 100 euro in su. Nel pranzo prenatalizio con la stampa Alberto Bucci elogia Alessandro Ramagli – che è riuscito a creare in pochi mesi un gruppo davvero coeso – e fa ridere tutti con una battuta: o è un fenomeno o è un busone, e per il futuro dice che tutti hanno i propri sogni, lui compreso. Klaudio Ndoja finalmente è guarito del tutto e riprende ad allenarsi, giocando anche qualche minuto nell’amichevole di Pistoia. La Virtus passa un Natale sereno, mentre in città si parla solo di derby, e vengono intervistati tantissimi protagonisti del passato. Però prima c’è ancora una partita da giocare: l’anno si chiude con la squadra che torna in campo a Roseto, dopo 18 giorni di stop, e riprende da dove aveva lasciato: vittoria d’autorità, ottava consecutiva. Primo posto confermato, e qualificazione alle Final Eight in tasca.

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