Intervistato da Paolo Brusorio e Matteo De Santis su La Stampa, il presidente federale Gianni Petrucci ha parlato anche di Virtus e del suo futuro.
Un estratto delle sue parole.

Milano e Bologna dettano legge non solo in campo.
Sono due realtà imprenditoriali e sportive eccezionali, non le uniche. Come possiamo discutere due realtà simili? Non ho capito perché non hanno rivotato il presidente della Lega, ma nessun condizionamento.
Poi Bologna, per una mia battuta non gradita su Ettore Messina ("può tutto tranne che salvare le anime"), ha creato un clima ostile attorno alla mia figura. Non andrò alle loro partite, non ho rapporti con la Virtus
.

Sul futuro. "Io non mi ricandido, ma l'aveva detto anche il presidente Mattarella. E nessuno poi l'ha criticato.
Se ho fatto carriera proprio fesso non sono.

Un ipotetico successore? Datome mi piace: ha carisma, ma non te lo sbatte in faccia. È l'ideale padre di famiglia, ha una civiltà che te lo fa essere amico e ascendente sui giocatori. È politico ma non partitico".

Belinelli e Hackett torneranno in Nazionale?
Su Belinelli decide Pozzecco. Hackett ha avuto attenzioni uniche da noi, ma è meglio che non parli di lui.

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20 ANNI FA CI LASCIAVA MICIO BLASI